Cina, guerra dei prezzi in arrivo: case automobilistiche in crisi
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Direttore: Franco Ferraro

Cina, è crisi nera: ecco cosa sta succedendo

Pneumatico cerchio dell'auto

In Cina la guerra dei prezzi ha colpito il settore automobilistico, causando così una profonda crisi in tutto il settore.

Le case automobilistiche cinesi, un tempo leader nell’innovazione globale, stanno affrontando una crisi significativa. La Cina, considerata il più grande mercato mondiale per le auto elettriche e ibride, sta vedendo ridotti i suoi margini di profitto a causa di una sovrapproduzione che supera di gran lunga la domanda sia interna che internazionale. Questo eccesso di offerta ha innescato una feroce concorrenza interna, costringendo i produttori e i concessionari a impegnarsi in guerre di prezzo che stanno erodendo i bilanci aziendali.

Bandiera Cina
Bandiera Cina

Concorrenza interna e sovrapproduzione: cause e conseguenze

La sovrapproduzione è uno dei fattori principali che alimentano la crisi delle case automobilistiche cinesi. Le politiche industriali, orientate a obiettivi di crescita produttiva piuttosto che alla reale domanda di mercato, hanno portato a un eccesso di capacità produttiva. Molte fabbriche operano ben al di sotto della loro potenzialità, creando un surplus di veicoli che sono difficili da vendere. Le pratiche commerciali lungo tutta la filiera risultano in un “glut” di veicoli in magazzino, con prezzi in caduta libera e margini sempre più compressi. Secondo le statistiche, solo una minoranza dei produttori riesce a chiudere l’anno in attivo, mentre la maggior parte si trova in una spirale di riduzione dei prezzi per smaltire le scorte.

Implicazioni per il futuro dell’industria automobilistica cinese

La crisi è grave: solo il 39% dei concessionari risultava redditizio nel 2024, secondo Le Monde, e molti sono costretti a svendere veicoli per sopravvivere. Questo fenomeno, noto come “involuzione” o neijuan, descrive una competizione sempre più aggressiva che erode i profitti e produce surplus difficili da smaltire, spingendo la Cina verso rischi di deflazione simili a quelli che il Giappone ha vissuto negli anni ’90. Gli analisti internazionali prevedono che solo una frazione dei circa 120-130 marchi automobilistici attivi oggi in Cina sopravviverà entro il 2030, con appena una quindicina di brand in grado di resistere alla concorrenza interna e alla compressione dei profitti.

La pressione sui margini e la necessità di tagliare i prezzi per attirare acquirenti in un mercato domestico stagnante potrebbero portare a una fase di consolidamento industriale. Solo le aziende che riescono a innovare realmente o a differenziarsi avranno la possibilità di sopravvivere. Molte case automobilistiche cinesi stanno cercando di riposizionarsi puntando su tecnologie proprietarie, efficienza dei costi o espansione internazionale, ma il futuro rimane incerto. La sovrapproduzione è il sintomo di un modello economico che ha spinto troppo a lungo sulla quantità a discapito della redditività e della salute complessiva del settore.

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ultimo aggiornamento: 19 Gennaio 2026 10:55

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